Salute

Fine vita, Associazione Coscioni: ''Regione Marche approvi la legge ''Liberi subito''

di Redazione Picenotime

Dopo l’approvazione in Veneto della legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, l’Associazione Luca Coscioni rinnova l’appello alla Regione Marche, dove l’iter della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito è già stato avviato, affinché si proceda senza ritardi verso la conclusione.

Nelle Marche la proposta, ispirata al testo elaborato dell’Associazione Luca Coscioni diventato legge in quattro regioni, è stata presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, già sindaco di Senigallia, la città di Federico Carboni, prima persona in Italia ad aver avuto accesso legale alla morte volontaria medicalmente assistita. Il suo percorso, però, è stato segnato dall’assenza di una presa in carico effettiva da parte della Regione: l’Associazione Luca Coscioni dovette avviare una raccolta fondi per acquistare il macchinario necessario e l’assistenza venne garantita dal dottor Mario Riccio.

La proposta richiama anche un altro caso marchigiano, quello di Fabio Ridolfi, seguito dal medico e consigliere regionale Giorgio Cancellieri, secondo relatore del testo. Fabio, di fronte ai ritardi del Servizio sanitario nelle procedure per il suicidio assistito, scelse infine di morire attraverso l’interruzione delle terapie e la sedazione palliativa profonda. Nonostante questi precedenti, la discussione della proposta era stata incardinata e poi rimasta ferma dopo un primo passaggio in Commissione Sanità. Ad agosto 2026, dopo il primo caso lombardo di suicidio assistito interamente gestito dal Servizio sanitario regionale, Mangialardi ha chiesto che anche le Marche arrivino finalmente all’approvazione di una legge. La proposta è stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio regionale, ma potrebbe essere rinviata alla Commissione competente.

La proposta “Liberi Subito” è da tempo all’esame degli organi consiliari delle Marche. L’approvazione della legge in Veneto, dopo quelle di Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, conferma la possibilità per le Regioni di intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, sull’organizzazione del Servizio sanitario per garantire procedure e tempi certi e senza ingiustificati ritardi nell’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita. La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma interviene sulle modalità organizzative del Servizio sanitario regionale per garantire: procedure certe per la verifica dei requisiti;tempi senza ingiustificati ritardi;uniformità nell’organizzazione dei servizi sanitari;trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.Il punto resta garantire un quadro normativo definito, capace di tradurre in procedure chiare le sentenze della Corte costituzionale. Regolamentare non significa incentivare, ma assicurare diritti, responsabilità e tempi compatibili con le condizioni cliniche delle persone malate, evitando che chi chiede la verifica dei requisiti venga lasciato solo davanti a ritardi e incertezze del sistema sanitario.

Dichiara Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: “Abbiamo fiducia che il dibattito, ormai già incardinato, porrà l’attenzione sulle garanzie da assicurare ai malati e ai medici, più che sulle dinamiche di partito e di coalizione, e che potrà concludersi con una decisione in tempi brevi.

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