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Rete Urologica Regionale: cure omogenee e accessibili in tutte le Marche. Organizzare in un unico sistema ospedali, specialisti e servizi territoriali

di Redazione Picenotime

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Una rete unica per mettere in collegamento le strutture urologiche delle Marche, valorizzare le eccellenze esistenti e garantire ai cittadini percorsi di cura omogenei, dalla diagnosi al trattamento fino ai controlli. È l’obiettivo della nuova Rete Urologica regionale, istituita dalla Giunta nell’ambito del Piano Socio-Sanitario, che punta a organizzare in un unico sistema ospedali, specialisti e servizi territoriali.

“Nelle Marche abbiamo professionalità e centri che esprimono livelli molto elevati di specializzazione, e dobbiamo fare in modo che questa qualità sia sempre più accessibile in maniera uniforme su tutto il territorio – dichiara l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro –. La Rete nasce proprio per mettere maggiormente in collegamento le nostre eccellenze e rafforzare l’assistenza urologica sul territorio. Significa costruire percorsi più chiari per i cittadini, fare arrivare i casi complessi nei centri con maggiore esperienza e, allo stesso tempo, consentire alle persone di svolgere visite, controlli e follow-up il più possibile vicino a casa”.

La Rete riguarderà i principali ambiti dell’assistenza urologica: dalle patologie della prostata alla calcolosi e alle infezioni urinarie, fino alle neoplasie, all’urologia pediatrica e all’andrologia. Il modello scelto è quello Web-Hub Integrato, evoluzione del tradizionale sistema Hub & Spoke. I centri ad alta specializzazione saranno il riferimento per i casi più complessi, la chirurgia oncologica maggiore e le procedure che richiedono tecnologie avanzate. Le altre strutture e i servizi territoriali seguiranno le attività a minore complessità, i controlli e il follow-up. A collegare i diversi livelli saranno percorsi assistenziali comuni, teleconsulto e collaborazione multidisciplinare, con l’obiettivo di indirizzare ogni paziente verso il luogo di cura più appropriato.

 

Nelle Marche si stimano circa 1.260 nuovi casi all’anno solo per il carcinoma prostatico. I numeri fotografano un’attività significativa: nel 2024 sono stati registrati 11.677 ricoveri urologici negli Enti del Servizio sanitario regionale e le prestazioni ambulatoriali sono passate da circa 58.600 nel 2023 a oltre 62.500 nel 2024. Nel 2025 il 69% degli interventi per l’asportazione della prostata per tumore è stato eseguito con tecnica robotica. Un patrimonio di attività, competenze e tecnologie che la Rete punta ora a coordinare maggiormente su scala regionale.

A guidare il nuovo sistema saranno un Coordinamento regionale e Comitati locali negli enti del Servizio sanitario regionale. Il loro compito sarà definire percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali comuni, rafforzare il raccordo tra ospedale e territorio e monitorare qualità, appropriatezza e risultati delle cure.

Riproduzione riservata

Commenti

flavio
martedì 03 novembre 2026

Invece di fare i soliti proclami e autocelebrarsi parlando di eccellenze, si potrebbe avere i risultati degli interventi a un anno? Mi riferisco soprattutto agli interventi legati alla prostata che credo siano quelli più impattanti come numero. Lasciate che siano i pazienti a valutare.