Sport
di Davide Ciampini
Riconoscimento
sul territorio, nuove generazioni, spirito di appartenenza, successi e
orgoglio. Questi i capisaldi da cui vuole ripartire l'Ascoli Rugby, la
storica società che ha presentato in data odierna i propri pilastri da cui
ripartire in vista del futuro prossimo venturo. La Fainplast Amatori Rugby Ascoli affonda le
sue radici molto lontano, più precisamente nel 1960, grazie all’intuizione del
suo fondatore il prof. Paolo Caucci. Allora studente presso l'università
di Firenze, lì mosse i primi passi in questo sport. Tornato ad Ascoli, iniziò
poi a giocare con gli amici nella Città delle Cento Torri. Contestualmente, questi
ultimi si strinsero a lui, dando vita al movimento rugbystico ascolano. Di lì
fu un crescendo: dalla prima iscrizione ad un campionato, passando per la vittoria
del campionato di Serie D nel 1976 fino alle vicende più recenti. La serata è
stata l'occasione per presentare il nuovo logo, al cui interno campeggia il
picchio, simbolo identitario del piceno. Non solo: è previsto un nuovo ed avveniristico centro sportivo, che dà la cifra dell’ambizione del club.
“Il
metodo qui presentato – ha dichiarato Enrico Corinti di Webeing - è stato mutuato
da quello che presentiamo presso le aziende. Abbiamo cercato di mettere a terra
una visione del nostro gruppo, vaticinando un futuro dove ogni ragazzo si
riconosca nei nostri valori. Abbiamo sostanziato i motivi per cui le famiglie
si avvicinano al rugby, ossia cercare uno spirito di unità e di appartenenza. È
stato per me un privilegio costruire un progetto con questa società portatrice di valori importanti".
Roberta
Faraotti, del main sponsor Fainplast, ha sottolineato: "Vent'anni.
È quanto trascorso dal patto suggellato fra Fainplast ed Amatori Rugby Ascoli. A
quel tempo non ero ancora presente ma convengo con la scelta di mio
padre di sostenervi. Siamo molto legati al territorio ed alla squadra, poiché
portatrice di valori a cui tengo particolarmente. Lo sport è assai importante,
specie nella vita delle nuove generazioni. Il rugby ha, a mio avviso, un plus
in più, grazie ad una condivisione che trascende il colore della maglia".

“Desidero
anzitutto ringraziare i presenti, accorsi qui numerosi – ha detto il presidente
dell’Amatori Rugby Ascoli Massimiliano Bachetti - . Ci accingiamo a
presentare la nostra missione e visione, nonché le nuove maglie dell’Amatori Rugby
Ascoli, segno di questo nuovo corso. Il colore identificativo è – ca va san
dire – il bianco e nero, al cui centro si trova un picchio. La nostra è una
storia che parte da molto lontano, nella fattispecie a sessantasette anni fa.
Una storia cui si aggiungerà un nuovo centro sportivo che prevede un
piano terra ampio, dotato di infermeria, sala fisioterapia, palestra ristorante
e bar. Credo pertanto che questa sia una giornata importante per tutti,
in particolare per i nostri ragazzi, ai quali vogliamo trasmettere valori importanti e
imperituri”.
"Desidero rivolgere un elogio per la vostra maglia: particolarmente identitaria
e, pertanto, degna di nota – ha infine chiosato l’assessore allo sport di Ascoli Piceno Nico Stallone -. L'anno della ripartenza è stato il 2004 ed io lo ricordo
nitidamente in quanto ricoprivo per la prima volta la carica di assessore allo
sport. Ammiro la vostra visione, specie per la vostra capacità di plasmare non
semplici giocatori, ma veri e propri uomini. Con la società abbiamo creato un
bando per l'assegnazione di un'area, la ex Zannoni, nei pressi dei campi Agostini.
Ad Ascoli Piceno sono presenti oltre cento società sportive, dato che
mi ricollega alle parole di Roberta Faraotti, al cui padre mi lega una sincera stima
per ciò che fa - ed ha fatto - per lo sport”.

autore Davide Ciampini****