Sport
di Redazione Picenotime
L’Unione Rugby apre le porte. Sono le 10 di domenica 6 settembre. Il sole splende e la temperatura è piuttosto alta. Andare in spiaggia, rinfrescarsi a mollo in acqua e rilassarsi sotto l’ombrellone appare un trittico vincente. Tanti genitori lo mettono in pratica. Tanti ma non tutti.
Il Mandela, il campo dell’Unione Rugby San Benedetto, apre le porte a bambine e bambini dai 4 ai 14 anni perché provino quanto sia divertente l’approccio al rugby. Sono in molti a essersi presentati: chi già conosce l’Unione, chi è stato spinto dall’amichetto e chi ha visto il bel video promozionale sui social. Ecco dove sono quei genitori che non fanno parte dei “tanti” in spiaggia. Dopo aver ritirato il simpatico portachiavi al banco d’ingresso e aver applicato l’adesivo con scritto il proprio nome sulla maglietta, i futuri campioni vengono accompagnati in campo. L’immenso prato è punteggiato con bandiere rossoblù - i colori dell’Unione - che sfruttano i pochi aliti di vento per mostrare dove posizionarsi: gli under 6 qui, gli under 10 da quella parte, gli under 14 più in là. Sono senza dubbio i più piccoli a far maggior tenerezza. I due istruttori li invitano a partecipare a diversi giochi. Alcuni sono semplici percorsi, altri imitano il classico trenino, altri ancora - forse i più divertenti - prevedono l’uso di un ovale davvero leggero, magari da posizionare all’interno di un cerchio così da far provare l’emozione della prima meta della loro vita. Impossibile farsi male, neppure a volerlo. E a nulla servono timidezza e ritrosia. Anche la bimba seduta sul pallone, col mento appoggiato sulla mano in segno di disappunto, deve presto arrendersi: il divertimento degli altri è troppo contagioso.
Per non parlare, poi, di quando vengono coinvolti anche i genitori nel gioco. Sorrisi assicurati per tutti. Più o meno a centrocampo, invece, le bandiere indicano che qui si rincorrono i “più grandi”. Gli istruttori spiegano i vari giochi, anche qui con e senza palla. In particolare, sono divertenti quelli che imitano il placcaggio, situazione tra le più spettacolari di questo sport. Ma anche in questo caso il pericolo è pari a zero: si deve semplicemente toccare l’avversario con due mani. Ma attenzione! Ecco entrare in campo anche gli allenatori, alcuni ex campioni di rugby. Riusciranno i ragazzini a evitare che li tocchino con il pallone? Alcuni li aggirano e corrono verso l’area di salvezza, altri sono prede senza scampo, altri ancora alzano le braccia in segno di resa, ricevendo un abbraccio consolatorio. E qualcuno, pur di non accettare l’onta della sconfitta, tenta un disperato “nooo, ti prego!!”.
Il tempo trascorre in fretta ed è già ora di lasciare il campo. Non prima, però, di raccogliersi tutti in campo - ragazzi, bambini, genitori, istruttori - sotto la tribuna per la foto di gruppo. Un classico che non passa mai di moda. Tutti a casa? Neppure per sogno. È bene che già a 4 anni si apprenda quella che forse è la tradizione più bella del rugby: il terzo tempo. Tutti, quindi, nella Club House per una gustosa spaghettata da condividere insieme. Prima lezione imparata!
E i figli dei tanti genitori che hanno preferito la spiaggia? L’Unione Rugby San Benedetto ha pensato anche a loro organizzando altri due appuntamenti: sabato 12 settembre in Piazza Giorgini e domenica 20 settembre ancora al Mandela. E la scelta mare oppure ovale non si pone. Entrambi gli eventi si svolgeranno dalle 16 alle 18.