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Unione Rugby Samb, al Campo "Mandela" inaugurazione della stele dedicata a Sergio Pignotti

di Redazione Picenotime

Sergio Pignotti

Sergio Pignotti

Sergio Pignotti

Ci sono persone che non si limitano a praticare uno sport: lo incarnano, lo difendono, lo tramandano e ci mettono l'anima. Sergio Pignotti è stato tutto questo per il rugby a San Benedetto del Tronto: una vera e propria colonna portante, un punto di riferimento umano e sportivo per generazioni di atleti.

Per fare in modo che il suo esempio continui a guidare la comunità ogni volta che si calpesta quel rettangolo verde, domenica alle ore 15:00, il Campo Mandela si fermerà per un momento di intensa emozione e condivisione.

Un monumento alla passione ovale In occasione di questa giornata speciale, verrà inaugurata una stele commemorativa dedicata a Sergio. Un'opera fortemente voluta per lasciare un segno tangibile e imperituro della sua memoria, affinché chiunque varchi i cancelli del campo possa ricordarne la dedizione, i valori e l'amore smisurato per la palla ovale.

Non sarà solo una cerimonia istituzionale, ma una festa della grande famiglia del rugby sambenedettese. A ricordarlo con affetto e gratitudine è il presidente Edoardo Spinozzi:

«Sergio era un personaggio difficile, spigoloso, testardo, ma che ti faceva amare il rugby. Ricordo ancora scontri e litigi accesi, ma è stato lui a impiantare il primo seme per permetterci di arrivare dove siamo oggi, fino alla Serie A».

La società invita tutti i tesserati, i vecchi leoni che hanno condiviso con lui lo spogliatoio e il campo, i tifosi, gli amici e tutta la cittadinanza a stringersi insieme in questo momento di ricordo e di festa.

I dettagli dell'appuntamento:

  • Quando: Domenica, ore 15:00

  • Dove: Campo "Mandela", San Benedetto del Tronto

  • Cosa: Inaugurazione della stele dedicata a Sergio Pignotti

La cittadinanza e gli appassionati sono invitati a partecipare numerosi, portando con sé la propria passione, i propri colori e la voglia di celebrare chi ha reso grande il movimento ovale. Perché i grandi uomini non se ne vanno mai davvero: restano vivi in ogni placcaggio, in ogni sostegno e nell'orgoglio di questa maglia.



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