Atletica
di Redazione Picenotime
Spettacolo ad Ancona nella giornata conclusiva dei Campionati Italiani Assoluti indoor. Al PalaCasali è sul podio Destiny Omodia nei 400 metri, di fronte al suo pubblico e alla prima finale della carriera tra i ‘grandi’. Il talento della Sef Stamura Ancona, tre settimane dopo il titolo under 23, si prende la medaglia di bronzo in una gara rocambolesca. Sul traguardo il 19enne allenato da Stefano Luconi arriva quinto in 47.81 ma poi l’anconetano guadagna due posizioni per la squalifica di Vanni Picco Akwannor, a causa di un contatto prima dell’ultima curva, e di Francesco De Santis per infrazione di corsia. Vince il lombardo Matteo Raimondi (Pro Sesto Atl. Cernusco, 47.10), in testa già a metà corsa, senza farsi riprendere da Vladimir Aceti (Fiamme Gialle, 47.42). Nel triplo si piazza sesto il campione italiano promesse Mattia De Angelis (Asa Ascoli Piceno) con 15.51, ottavo il fratello maggiore Valerio De Angelis (Atl. Virtus Lucca, 15.02). Buon sesto posto negli 800 metri anche per Federico Vitali (Atl. Avis Macerata) che chiude secondo nella prima serie in 1:49.85 e pareggia il personale indoor. Peccato per Alice Pagliarini: nel giorno del ventesimo compleanno, la fanese delle Fiamme Gialle viene frenata da un infortunio in finale sui 60 metri, un probabile stiramento alla gamba destra, ed è settima in 7.40 dopo il promettente 7.32 della batteria, terzo crono del turno eliminatorio. In gara anche l’ascolana Ilenia Angelini (Esercito), dodicesima in 7.49, e l’allieva Angie Anemone (Asa Ascoli Piceno), ventunesima con 7.59. La staffetta 4x400 dell’Atletica Avis Macerata finisce settima con Federico Vitali, Andrea Pietrella, Lorenzo Angelini e Ndiaga Dieng in 3:19.03.
A tre settimane dai Mondiali al coperto di Torun (Polonia, 20-22 marzo) Christian Falocchi sbarca nell'élite internazionale del salto in alto con la misura di 2,30: +2 centimetri sul personale di 2,28 che aveva migliorato di recente dopo nove anni. Attualmente balza in terza posizione nelle liste mondiali stagionali, con i complimenti del tifoso speciale Gimbo Tamberi in tribuna nel 'suo' PalaCasali. È record nelle prove multiple: Dario Dester aggiunge 45 punti al primato italiano nell'eptathlon, dopo cinque anni, con uno score di 6121. Missione compiuta al debutto stagionale per i fuoriclasse azzurri del triplo, con due salti a testa, senza forzare: Andrea Dallavalle 16,99, Andy Diaz 16,90 (effettivo calcolato in 17,57), entrambi allo standard per i Mondiali. Nei 60 metri Zaynab Dosso trionfa con 7.10 davanti all'allieva Kelly Doualla (7.21 primato stagionale), al maschile Filippo Randazzo (6.61) batte Samuele Ceccarelli al fotofinish per tre millesimi. Riesce il blitz di Eloisa Coiro nei 400 metri: l'ottocentista azzurra trionfa ad Ancona e diventa la terza italiana di sempre della specialità che frequenta meno, con il crono di 52.02. Un'altra maglia tricolore per i mezzofondisti Federico Riva e Ludovica Cavalli: successo nei 3000 dopo i 1500 di ieri, Riva con 7:45.25, Cavalli con 8:51.38. Nell'alto, Aurora Vicini si riporta a 1,90. Nella classifica combinata per società che riunisce i punteggi dei tre weekend tricolori (Juniores/Promesse, Allievi, Assoluti) è doppietta per la Studentesca Milardi Rieti che conquista gli scudetti indoor al maschile e al femminile. Successo Fiamme Gialle nel Cds Assoluto maschile (100,5 punti), Carabinieri al femminile (73 punti).
FALOCCHI TRA I BIG MONDIALI - Un'attesa lunghissima, finalmente ripagata. A caldo Christian Falocchi la racconta così: "Nove anni fa avevo saltato 2,25 su questa stessa pedana e sbagliato di poco 2,30 - commenta il 29enne delle Fiamme Oro allenato da Orlando Motta e Pierangelo Maroni - ho aspettato tanto ma adesso la misura è arrivata. Questa prestazione significa tanto, perché ti fa diventare un vero saltatore in alto. L'ho inseguita per tutti questi anni, in mezzo ai tanti infortuni pesanti che ho avuto e che mi hanno anche fatto dubitare del mio talento. L'obiettivo dei Mondiali di Torun è raggiunto: spero di fare una bella gara anche in Polonia". Falocchi centra lo standard diretto per la rassegna iridata del 20-22 marzo, in una gara iniziata con un paio di errori a misure più basse e impeccabile quando l'asticella si alza: il 2,25 alla prima prova con molta 'luce' è il preludio al 2,30 al primo tentativo, che lo proietta nelle posizioni che contano delle liste mondiali stagionali, guidate dal russo Danil Lysenko (2,33) davanti al ceco Jan Stefela (2,32) e al pari di altri sette saltatori tra cui il coreano Woo Sang-Hyeok e l'ucraino Oleh Doroshchuk. Ad abbracciare il lombardo c'è anche Gimbo Tamberi, spettatore d'eccezione nel palasport di casa. Serve eguagliare il personale a Federico Celebrin (Carabinieri, 2,23) ed Ernesto Pascone (Cus Palermo, 2,20) per un meritato podio. Al femminile Aurora Vicini (Carabinieri) 'rivede' quota 1,90 dopo due anni, a due centimetri dal personale realizzato nello stesso impianto marchigiano. Doppietta Carabinieri anche grazie al secondo posto di Idea Pieroni (1,87), terza Marta Morara (Aeronautica, 1,84).
EPTATHLON, IL RITORNO DI DARIO - Cinque anni dopo, Dario Dester (Carabinieri) torna ad aggiornare il primato italiano dell'eptathlon. L'azzurro spinge i propri confini fino a 6121 punti, +45 rispetto agli Assoluti del 2021 e mette un'ipoteca sulla qualificazione per i Mondiali di Torun. Dopo un sabato da 3411 punti, la seconda giornata scatta con un notevole 7.96 nei 60 ostacoli che regala quasi mille punti al multiplista cremonese. Secondo posto nell'asta con 4,70 dietro al 5,10 di Nonino, e la ciliegina finale è il successo in 2:37.69 nei 1000 metri. Nella classifica finale precede Alberto Nonino (Quercia Dao Conad, 5865) e Andrea Caiani (Team-A Lombardia, 5580). "Non me ne sono mai andato - racconta Dester - ho fatto un cambiamento importante, sono andato in Germania, a Ulm. Ho cambiato casa, allenatore (Christopher Hallmann), tutto. Per ogni grande novità c'è bisogno di tempo, ma io non ho mai mollato e oggi ne è la dimostrazione. È stata una gara molto controllata, al netto delle difficoltà nell'asta: alle outdoor ci possiamo divertire".
DUE SALTI A TESTA - Quanto basta per andare ai Mondiali: era richiesto 16,90, misura che Andrea Dallavalle (Fiamme Gialle) supera di nove centimetri e che Andy Diaz (Fiamme Gialle) pizzica al centimetro. Il debutto stagionale, con soli due salti a testa, senza forza e rischiare nulla, sorride ai fuoriclasse azzurri del triplo. Come campione italiano si conferma l'argento mondiale di Tokyo Dallavalle, mentre è secondo il campione del mondo indoor di Nanchino Diaz, per il quale va però sottolineata la portata del primo salto, con uno stacco 'da casa sua': è 16,90 ma gli strumenti in possesso della struttura tecnica della Federazione calcolano un hop-step-jump effettivo di 17,57. La terza forza è Federico Lorenzo Bruno (Athletic Club 96 Alperia) con 16,26.
60 METRI: DOUALLA 7.21, RANDAZZO FA FESTA - Un altro test di efficienza per Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre) a una settimana dal favoloso 6.99 di Torun. La campionessa europea indoor e argento mondiale dei 60, attuale leader mondiale, corre la batteria in 7.09 e poi timbra la finale in 7.10 dopo un'ora a venti. Quarto titolo in carriera nelle indoor, primo podio tra le assolute - invece - per il futuro dello sprint, la giovanissima Kelly Doualla (Pro Patria Milano Atletica), sedici anni, capace di sfrecciare in 7.21 a due centesimi dal suo record europeo U18 e a un centesimo dallo standard d'iscrizione per i Mondiali di Torun. Qualificazione che in ogni caso potrebbe aver blindato tramite le 'top list'. C'è medaglia anche per Aurora Berton (Fiamme Gialle) terza con 7.31. Tra gli uomini, primo titolo da velocista per Filippo Randazzo (Fiamme Gialle) dopo i nove tricolori nel lungo: per un soffio, soli tre millesimi, la spunta su Samuele Ceccarelli (Fiamme Oro) che corre il suo stesso 6.61. Un posto sul podio anche per Eduardo Longobardi (Fiamme Gialle) in progresso fino a 6.62, a quattro centesimi dalla migliore prestazione italiana U23 di Filippo Tortu del 2019.
400: COIRO TERZA DI SEMPRE - Un'Eloisa Coiro così forte sui 400 non si era mai vista. In questo Assoluti, aspettando gli ottocento dei Mondiali indoor di Torun, la scelta ricade sulla distanza più breve, invece che su quella classica. Una decisione che produce esiti molto più che positivi: vince in 52.02, terzo tempo italiano di sempre (meglio solo il 51.75 di Mangione e il 51.98 di Folorunso), brindando al primo titolo della carriera in una specialità che la vede sempre più competitiva. Dopo il 52.16 delle batterie del sabato, la romana delle Fiamme Azzurre sfoggia un cinquanta metri conclusivo da vera professionista, superando la favorita Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) che si spegne dopo il passaggio da 24.6 alla corda e chiude quarta in 52.94. La superano anche Alessandra Bonora (Fiamme Gialle) seconda con 52.38 e Alice Muraro (Aeronautica) terza con 52.60, entrambe al personale indoor.
3000: BIS RIVA-CAVALLI - Tripla doppietta consecutiva per Federico Riva (Fiamme Gialle) che dopo i 1500 del sabato si prende anche i 3000 metri della domenica, per il terzo anno di fila, in una volata tiratissima con Pietro Arese (Fiamme Gialle). Ritmi decisamente più sostenuti rispetto a ieri, merito del lavoro di Sebastiano Parolini (Gruppo Alpinistico Vertovese) nel primo mille e di Francesco Guerra (Carabinieri) fino alla campana. All'ultimo giro infiamma però il duello Riva-Arese, con il cambio di passo secco di Riva ai -150 e il tentativo di rientro di Arese che praticamente affianca il compagno di squadra. Il fotofinish certifica un solo centesimo di differenza tra i due (7:45.25 PB, 7:45.26) con crono di tutto rispetto. Bravo Guerra, terzo con il personale di 7:47.02. Tra le donne si ripete Ludovica Cavalli (Fiamme Oro) che a sua volta bissa il titolo di ieri: corre i 3000 metri in un buon 8:51.38, partendo a due giri dal termine, tallonata da Micol Majori (Pro Sesto Atl. Cernusco, 8:54.51). Terza Joyce Mattagliano (Atl. Brugnera Friulintagli) con il personale di 9:06.25.
800: LAZZARO E PELLICORO - Vittorie mai realmente in discussione per Giovanni Lazzaro (Aeronautica) e Laura Pellicoro (Bracco Atletica) negli 800 metri. Il campione in carica Lazzaro, al rientro da problemi a un polpaccio, trionfa con 1:48.87 tenendo a debita distanza lo junior Alessandro Casoni (Fiamme Azzurre) arrembante nel finale e secondo con 1:49.10. Podio anche per Jacopo Peron (Varese Atletica) con 1:49.61. Tra le donne, si mette in proprio Laura Pellicoro (Bracco Atletica) che tornava dagli Stati Uniti: con 2:02.15 vince per distacco sulla promessa Lorenza De Noni (Fiamme Azzurre, 2:04.25) e su Sofia Bella (Studentesca Milardi Rieti, 2:05.98).
GLI ALTRI SALTI - Debutta con un successo Dariya Derkach (Aeronautica), 13,90 nel triplo, quindicesimo titolo complessivo tra indoor e outdoor. La triplista azzurra batte per due centimetri Ottavia Cestonaro (Carabinieri, 13,88). Terza Greta Brugnolo (Studentesca Milardi Rieti) al personale di un centimetro con 13,50. Nell'asta Elisa Molinarolo (Fiamme Oro) indossa la maglia di campionessa italiana con 4,40 (tre errori al possibile stagionale di 4,52). Condividono il secondo posto Virginia Scardanzan (Atl. Silca Conegliano) e Maria Roberta Gherca (Aeronautica) entrambe con 4,15 alla prima prova.
STAFFETTE - Al maschile nella 4x400 si mette in luce l'Atletica Chiari 1964 Libertas con il 3:14.38 di Andrea Federici, Michele Falappi, Alessandro Astolfi, Vanni Picco Akwannor, davanti ad Assindustria Sport (3:15.73) e Pro Sesto Atl. Cernusco (3:1592). Tra le donne, tripletta lombarda con il successo per Pro Patria Milano Atletica (Maria Scarano, Serena Troiani, reta Vuolo, Virginia Troiani) con 3:41.05 su Atl. Brescia 1950 (3:42.79) e Bracco Atletica (3:43.07).
RISULTATI ASSOLUTI INDOOR ANCONA 2026:
https://www.fidal.it/risultati/2026/COD14446/Index.htm