Ascoli Time
di Redazione Picenotime
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E' Cristian Bucchi il grande ex della sfida d'alta classifica tra Ascoli ed Arezzo in programma Domenica 23 Novembre alle ore 14:30 allo stadio "Del Duca" per la quindicesima giornata del girone B del campionato di Serie C.
Il 48enne tecnico nato a Roma firmò un contratto annuale con il Picchio il 14 Giugno 2022. Il 17 Dicembre 2022 l'accordo fu poi prolungato fino al 30 Giugno 2025. Al suo attivo 23 match nel campionato di Serie B con 6 successi, 8 pareggi e 9 sconfitte (26 gol fatti e 30 incassati). In Coppa Italia collezionò una vittoria per 3-2 a Venezia ed una sconfitta ai calci di rigore a Marassi contro la Sampdoria. Il 4 Febbraio 2023, dopo il ko per 3-0 con il Cittadella al "Tombolato", venne sollevato dall'incarico e sostituito da Roberto Breda. Il 26 Febbraio 2024 il suo contratto venne risolto consensualmente al pari di quelli del collaboratore tecnico Flavio Giampieretti e del preparatore atletico Iuri Bartoli.
Vanta, inoltre, un importante trascorso da calciatore con la maglia bianconera diviso in due esperienze. Nella stagione 2004/2005, chiusa poi con l'ammissione del Picchio in Serie A per la condanna sportiva del Genoa e le mancate iscrizioni di Perugia e Torino, realizzò 17 reti (con 3 doppiette contro Bari, Vicenza e Cesena) in 43 gare tra regular season e playoff di Serie B più un gol in due apparizioni in Coppa Italia. Tornato nel capoluogo piceno per il torneo cadetto 2008/2009 concluso con una salvezza dai tratti epici, mise a segno 3 reti in 21 presenze (ultima gara giocata Ascoli-Livorno 2-3 del 30 Maggio 2009).
Da allenatore ha affrontato 6 volte l'Ascoli, senza mai ottenere successi. Sono stati quattro i pareggi: in Serie B Ascoli-Benevento 2-2, Perugia-Ascoli 0-0 e Ascoli Perugia 2-2 ed in Serie C Ascoli-Gubbio 0-0. Due invece le sconfitte: Benevento-Ascoli 1-2 in Serie B ed Ascoli-Arezzo 1-0 nello scorso campionato di Serie C.
Queste le parole rilasciate oggi da Cristian Bucchi alla "Gazzetta dello Sport" dopo un inizio di stagione in cui l'Arezzo ha raccolto 35 punti in 14 partite: "In campo bisogna divertirsi. Se non sei felice quando giochi, puoi vincere un paio di partite e poi crolli. Se lavori con la giusta attitudine invece riesci a raggiungere risultati incredibili. Il campionato non si decide Novembre. Abbiamo chiuso la scorsa stagione in zona playoff, stavolta vogliamo migliorarci. Conquistare la vetta era un obiettivo, non sentiamo la pressione. Il campionato si deciderà alla fine, noi dovremmo essere bravi a giocare partita dopo partita puntando sulle nostre qualità. I giocatori vanno messi nelle condizioni di potersi esprimere al 100%. Oltre alla condizione fisica, c’è quella mentale e quella personale. Prima di essere calciatore si è uomini, ognuno con le proprie fragilità: la famiglia lontano, i figli che crescono soli. Il rapporto di fiducia tra squadra e allenatore è importantissimo. Per loro, mi butterei anche nel fuoco. Quando sono arrivato c’era tanto malumore. Tra fallimenti e retrocessioni, la gente di Arezzo ha vissuto 18 anni difficili. La nostra vittoria più bella è aver riportato le persone allo stadio. Siamo molto contenti di quello che stiamo facendo. La famiglia Manzo ha costruito un progetto vincente, il ds Cutolo è riuscito ad allestire un gruppo compatto. La squadra sta facendo benissimo. Tutti hanno voglia di lottare, sudare la maglia. In allenamento non si risparmiano. Il 4-3-3 sta funzionando? Il calcio di oggi è dinamico, situazionale. Ogni calciatore sa che deve ricoprire più ruoli. Serve intelligenza tattica, l’aspetto cognitivo è fondamentale. E va allenato. I giocatori devono capire cosa sta accadendo in campo, adeguarsi e fare la scelta giusta. La squadra deve sapere attaccare, essere concreta e fare gol. Al bel gioco e alle idee serve associare i risultati. Ho sempre ammirato De Zerbi, è un amico, ci siamo conosciuti da calciatori. Parliamo spesso, l’ho visto lavorare da vicino al Brighton e ora al Marsiglia. Lui dà un’identità precisa alle sue squadre, io faccio lo stesso. Esperienza ad Ascoli negativa? Dopo quell’esonero ho vissuto un momento di grande riflessione. Mi sono preso del tempo. Ho cambiato parte dello staff e rifiutato alcune proposte. In carriera ho sempre avuto un enorme senso del dovere: prima i gol da segnare, poi le vittorie da inseguire. Avevo bisogno di ritrovare la voglia di divertirmi. È successo ad Arezzo. Ho studiato Scienze Politiche all’università. Se non fossi diventato un calciatore avrei fatto il giornalista. Dopo aver chiuso la carriera ci ho anche provato. Però sempre meglio il campo. Oggi mi ritengo un uomo fortunato. Ho una moglie e dei figli che amo alla follia. Mi piacerebbe togliermi qualche soddisfazione da allenatore. Per queste però ci sentiamo a fine campionato".

X il post precedente RICCARDO il vero parente 6 tu....Scrivo la verità Gubbio Perugia e Bra rigori non concessi e rigori regalati all'arezzo...